5 errori costosi nelle nuove costruzioni (e come evitarli)

5 errori costosi nelle nuove costruzioni (e come evitarli con la consulenza giusta)

Comprare casa è, per la maggior parte delle persone, l’investimento più importante della loro vita. Eppure, nella nostra esperienza, è anche uno dei percorsi affrontati con meno strumenti.

E non parliamo solo di chi compra un terreno e costruisce da zero: vale anche, e forse soprattutto, per chi acquista un immobile da un costruttore. In entrambi i casi, ci si accorge spesso troppo tardi che alcune decisioni prese (o non prese) nei momenti sbagliati non si possono più correggere.

In quasi 80 anni di progetti, abbiamo visto gli stessi errori ripetersi con una frequenza impressionante. La buona notizia è che sono tutti evitabili, a patto di sapere prima quali sono e quando intervenire.

In questo articolo li raccontiamo apertamente, perché crediamo che un cliente informato sia un cliente che costruisce meglio, indipendentemente da chi sceglierà come partner.

Una precisazione utile prima di iniziare

Quando parliamo di “nuova costruzione” intendiamo due scenari diversi che oggi convivono. Da un lato c’è chi acquista un terreno e segue in prima persona tutto il percorso, dal progetto architettonico alla scelta dell’impresa. Dall’altro, invece, c’è chi acquista un immobile da un costruttore: una villa singola, una bifamiliare o un’unità in un complesso residenziale già progettato.

Gli errori che raccontiamo qui valgono in entrambi i casi, anche se si manifestano in tempi e modi diversi.

Chi parte dal terreno ha più libertà di scelta e quindi più occasioni per sbagliare presto. Chi acquista da un costruttore ha meno controllo sulla struttura, ma molte più finestre di intervento di quanto pensi: varianti in corso d’opera, scelte di capitolato, upgrade delle finiture, distribuzione interna se prenoti in fase iniziale, e ovviamente tutto il progetto d’interni. Conoscere prima questi cinque errori ti aiuta a sfruttare quelle finestre quando contano davvero.

Vista aerea di un complesso residenziale di nuova costruzione con piscina, aree verdi e ville coordinate. Officina della casa 1946 ha progettato e arredato alcune unità abitative.
Vista aerea di un complesso residenziale di nuova costruzione con piscina, aree verdi e ville coordinate. Officina della casa 1946 ha progettato e arredato alcune unità abitative.

Errore 1: pensare all’arredo solo a casa finita

È l’errore più diffuso e, paradossalmente, anche il più costoso. La logica sembra ragionevole: “prima costruiamo, poi pensiamo all’arredo”. In realtà, quando il guscio della casa è finito, le decisioni che influenzano direttamente il modo in cui vivrai gli spazi sono già state prese, spesso senza che nessuno ti abbia avvisato.

Posizione e altezza delle prese, predisposizioni per l’illuminazione, dimensioni esatte delle aperture, posizione degli scarichi in cucina e in bagno: sono tutti elementi che dovrebbero dialogare con il progetto d’arredo, non precederlo.

Ci è capitato spesso di vedere clienti scoprire troppo tardi che il divano dei loro sogni non entra in soggiorno per pochi centimetri, o che la cucina a isola che avevano in mente è infattibile perché gli impianti non sono stati previsti nella posizione corretta.

Come evitarlo: coinvolgendo un consulente di interior design già durante la progettazione architettonica. Lo raccontiamo nel dettaglio nel nostro articolo Quando coinvolgere il consulente se stai costruendo casa nuova. Non è un costo aggiuntivo, è un investimento che si ripaga molte volte nel corso della costruzione.

Errore 2: sottovalutare il peso delle finiture sul budget

Quando si fa il budget iniziale per costruire, l’attenzione si concentra quasi tutta sulle voci maggiori: terreno, struttura, impianti, infissi. Le finiture vengono trattate come “ultima fase”, spesso con una cifra messa lì un po’ a sentimento.

Poi arriva il momento di scegliere pavimenti, rivestimenti, sanitari, porte interne e ci si rende conto che la differenza tra una finitura standard e una finitura di qualità può pesare decine di migliaia di euro sul totale.

Il problema non è scegliere una finitura premium: è scoprirlo al momento sbagliato, quando ormai il budget complessivo è già impegnato e non c’è margine. A quel punto le opzioni sono due: ripiegare su finiture economiche (compromettendo il risultato finale di un investimento enorme), oppure indebitarsi oltre il previsto.

Come evitarlo: definendo le finiture in fase di progetto, non a cantiere avviato. Approfondiamo il tema nel nostro articolo Quanto costa costruire casa nuova? Budget realistico e voci di spesa, dove mostriamo come distribuiamo realisticamente le voci di spesa per i nostri clienti.

Dettaglio di finiture residenziali: boiserie in legno a doghe con oggetti decorativi e rubinetteria cromata su top in x-glass sahara noir. Progetto di Officina della casa 1946
Dettaglio di finiture residenziali: boiserie in legno a doghe con oggetti decorativi e rubinetteria cromata su top in x-glass sahara noir. Progetto di Officina della casa 1946

Errore 3: scegliere i materiali solo dalle immagini

Pinterest, Instagram, riviste di design: oggi i clienti arrivano da noi con moodboard ricchissime di riferimenti precisi su cosa vogliono. È una cosa bellissima e la incoraggiamo. Quello che invitiamo sempre a fare, però, è non fermarsi mai alle immagini.

Una finitura che in fotografia sembra perfetta può rivelarsi inadatta all’uso quotidiano: un parquet chiarissimo che si segna a ogni passaggio, una pietra naturale che assorbe macchie, un top in marmo che richiede manutenzioni costanti, un colore di pareti che cambia completamente sotto la luce naturale a cui è esposta la casa.

In showroom ci capita spesso di vedere clienti cambiare idea anche radicalmente dopo aver toccato un materiale dal vivo e averlo confrontato con altri sotto la stessa luce. Non è un caso: l’occhio fotografico e l’occhio umano sono due cose diverse.

Come evitarlo: prima di confermare qualunque scelta di materiali, verificarla sempre dal vivo. È uno dei motivi per cui esistono gli showroom fisici: per consentire scelte consapevoli.

Errore 4: non far dialogare i professionisti tra loro

Una nuova costruzione coinvolge molte figure: geometra e/o architetto, impresa di costruzioni, impiantisti, serramentisti e un interior designer/consulente d’arredo.

Quando ognuno lavora nel proprio recinto senza comunicare con gli altri, le conseguenze sono inevitabili: i punti luce vengono posizionati senza tenere conto del progetto di illuminazione, le prese capitano dietro ai mobili, gli impianti di climatizzazione finiscono in posizioni che limitano la disposizione degli arredi, le aperture vincolano scelte che si sarebbero potute risolvere diversamente.

Se stai acquistando da un costruttore, il problema assume una forma diversa ma altrettanto insidiosa: i tecnici del costruttore lavorano sul progetto edilizio, non sul tuo modo di vivere la casa. Possono fare un lavoro impeccabile dal punto di vista costruttivo e, allo stesso tempo, consegnare un’abitazione in cui certe scelte d’arredo che hai in mente non funzioneranno.

Abbiamo seguito clienti già a metà cantiere, arrivati da noi per chiederci di “salvare il salvabile” perché nessuno aveva coordinato le loro scelte. In alcuni casi siamo riusciti a recuperare situazioni complicate, in altri si è dovuto convivere con compromessi che un coordinamento iniziale avrebbe risolto.

Come evitarlo: assicurandosi che esista una regia unica del progetto, qualcuno che coordina tutte le figure professionali e che parla la loro stessa lingua. È esattamente uno dei valori principali del lavoro che svolgiamo da quasi 80 anni: fare da ponte tra il cliente e il cantiere, e tra i diversi professionisti coinvolti.

Il team di Officina della casa 1946 al lavoro: confronto sui materiali in showroom e revisione di una pianta d'arredo.
Il team di Officina della casa 1946 al lavoro: confronto sui materiali in showroom e revisione di una pianta d’arredo.

Errore 5: rimandare le decisioni “non urgenti”

L’ultimo errore è subdolo perché sembra una virtù. “Le porte interne le decidiamo dopo”, “la cucina la scegliamo a fine cantiere”, “l’illuminazione si vedrà più avanti”.

Sembra ragionevole concentrarsi su una decisione alla volta. Il problema è che molte di queste scelte “rinviabili” hanno tempi di produzione lunghi, settimane o mesi, e quando finalmente si decide, la casa è quasi pronta ma mancano elementi essenziali per poterci entrare.

Risultato: si accetta di abitare in una casa incompleta per mesi. Di certo non un’opzione soddisfacente dopo un investimento così importante.

Come evitarlo: fissando un cronoprogramma delle decisioni d’arredo e finiture. Nei progetti che seguiamo, ogni scelta ha la sua scadenza calcolata a ritroso rispetto ai tempi di produzione reali dei brand premium che proponiamo. È un lavoro di pianificazione invisibile, ma è ciò che fa la differenza tra una consegna serena e un finale stressante.

In sintesi: l’errore di cui nessuno parla

Se dovessimo riassumere i cinque errori in uno solo, sarebbe questo: affrontare una nuova costruzione pensando di poter mettere insieme i pezzi da soli, un professionista alla volta, una decisione alla volta.

Costruire casa non è una somma di scelte indipendenti, è un sistema in cui ogni decisione condiziona le altre. Riconoscerlo presto è già metà del lavoro.

Se stai costruendo casa o hai appena firmato un compromesso con un costruttore per una nuova costruzione, il consiglio migliore che possiamo darti è di non aspettare di trovarti davanti al primo errore prima di chiedere supporto. La fase più preziosa per coinvolgere un consulente è quella in cui sembra che non ci sia ancora bisogno di nessuno: è lì che si gioca la qualità del risultato finale.

Stai pensando a una nuova costruzione e vuoi capire come muoverti senza rischiare passi falsi? Prenota un appuntamento nel nostro showroom di Cornate d’Adda.

Con il nostro team possiamo analizzare il tuo progetto e individuare insieme i punti su cui vale la pena ragionare prima, non dopo.

Puoi anche scriverci una mail per raccontarci il tuo progetto e ricevere una prima valutazione.

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